Articoli di Giovanni Papini

1932


Giulio Cesare Ferrari

Pubblicato su: Rivista di Psicologia, anno XXVIII, fasc. 4, p. 257
Data: ottobre-dicembre 1932




pag.3



   Fin dai tempi lontanissimi del «Leonardo» ho avuto per G. C. Ferrari una sincera affezione, fondata sopra una stima profonda dell'Uomo e dello studioso. Lasciando dapparte — che di questi suoi meriti altri parlerà con maggior diritto di me — l'importanza sua come iniziatore e organizzatore degli studi psicologici in Italia mi piace ricordare la sua cordiale e vigile umanità, così rara in uomini di scienza. La dottrina e l'acume non avevano distrutto in lui nè la candidezza dell'animo nè gli entusiasmi della mente e del cuore. Era, insieme, un mago e un bambino — prendendo queste parole nel lor migliore e più affettuoso significato.
   Sentiva profondamente l'amicizia. Anche a distanza di anni si ritrovava sempre eguale, col suo sorriso tra socratico e angelico, colla sua viva curiosità mai stanca, colla sua perenne volontà d'illuminare gli spiriti e di giovare agli infelici.
   Mi auguro che la «Rivista di Psicologia» da lui fondata con tanto amore non muoia, sì ch'egli non rimanga vivo soltanto nella memoria di coloro che gli vollero bene.


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